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  • DICHIARAZIONE DI POLITICA MONETARIA

CONFERENZA STAMPA

Christine Lagarde, Presidente della BCE,
Luis de Guindos, Vicepresidente della BCE

Francoforte sul Meno, 22 luglio 2021

Buon pomeriggio, insieme al Vicepresidente vi do il benvenuto a questa conferenza stampa.

Nella riunione di oggi il Consiglio direttivo ha affrontato in particolare due temi: le implicazioni del riesame della strategia per le nostre indicazioni prospettiche (forward guidance) sui tassi di interesse di riferimento della BCE e la valutazione dell’economia e delle nostre misure in risposta alla pandemia.

Nel recente riesame della strategia abbiamo stabilito un obiettivo di inflazione simmetrico del 2% a medio termine. I nostri tassi di riferimento si collocano in prossimità del limite inferiore da qualche tempo e le prospettive di inflazione nel medio periodo sono ancora ben al di sotto del nostro obiettivo. In questa situazione, il Consiglio direttivo ha rivisto oggi le indicazioni prospettiche (forward guidance) sui tassi di interesse, al fine di riaffermare il proprio impegno a preservare un’intonazione di politica monetaria persistentemente accomodante per conseguire l’obiettivo di inflazione.

A sostegno del nostro obiettivo di inflazione simmetrico del 2% e in linea con la nostra strategia di politica monetaria, il Consiglio direttivo si aspetta che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedremo l’inflazione raggiungere il 2% ben prima della fine del nostro orizzonte di proiezione e in maniera durevole per il resto dell’orizzonte di proiezione, e finché non riterremo che i progressi conseguiti dall’inflazione di fondo siano sufficientemente avanzati da essere coerenti con lo stabilizzarsi dell’inflazione sul 2% nel medio periodo. Ciò inoltre può comportare un periodo transitorio in cui l’inflazione si colloca su un livello moderatamente al di sopra dell’obiettivo.

Passo a illustrare la valutazione delle prospettive economiche e le nostre misure in risposta alla pandemia.

La ripresa dell’economia procede nell’area dell’euro. Il numero di vaccinazioni aumenta sempre più e le restrizioni dovute al confinamento sono state allentate nella maggior parte dei paesi dell’area. Ma la pandemia continua a gettare un’ombra, soprattutto a causa della variante delta che costituisce una fonte di crescente incertezza. L’inflazione è salita, anche se questo rialzo dovrebbe essere perlopiù temporaneo. Le prospettive di inflazione nel medio periodo restano contenute.

Dobbiamo preservare condizioni di finanziamento favorevoli per tutti i settori economici durante il periodo della pandemia. È essenziale che il recupero attuale diventi un’espansione duratura e compensi l’impatto negativo della pandemia sull’inflazione. Pertanto, avendo confermato la nostra valutazione di giugno sulle condizioni di finanziamento e sulle prospettive di inflazione, continuiamo ad attenderci che in questo trimestre gli acquisti nel quadro del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (pandemic emergency purchase programme, PEPP) saranno condotti a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell’anno.

Abbiamo inoltre confermato le altre misure intese a sostenere il nostro mandato di stabilità dei prezzi, ovvero il livello dei tassi di interesse di riferimento della BCE, gli acquisti nell’ambito del Programma di acquisto di attività (PAA), le politiche di reinvestimento e le operazioni di rifinanziamento a più lungo termine, come esposto in dettaglio nel comunicato stampa pubblicato oggi alle ore 13.45. Siamo pronti ad adeguare tutti i nostri strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine.

Spiegherò in maggiore dettaglio come valutiamo l’evoluzione dell’economia e dell’inflazione, per poi passare alle condizioni finanziarie e monetarie.

Attività economica

L’economia ha recuperato nel secondo trimestre dell’anno e, con l’allentamento delle restrizioni, procede verso una forte crescita nel terzo trimestre. Ci attendiamo che il settore manifatturiero mostri un andamento vigoroso, benché le strozzature dal lato dell’offerta stiano frenando la produzione nel breve termine. La riapertura di ampie parti dell’economia sostiene un forte recupero del settore dei servizi. Ma la variante delta del coronavirus potrebbe smorzare questa ripresa, specialmente nel turismo e nell’ospitalità.

Con il ritorno della clientela nei negozi e nei ristoranti e la ripresa dei viaggi, la spesa per consumi sta aumentando. Il miglioramento delle prospettive di impiego, la maggiore fiducia e il continuo sostegno dei governi rafforzano la spesa. La ripresa in atto della domanda interna e mondiale accresce l’ottimismo delle imprese, sorreggendo gli investimenti. Per la prima volta dall’inizio della pandemia, la nostra indagine sul credito bancario indica che il finanziamento degli investimenti fissi costituisce un’importante determinante della domanda di prestiti da parte delle imprese.

Ci attendiamo che l’attività economica torni al livello pre-crisi nel primo trimestre del prossimo anno. Ma sarà necessario ancora molto tempo prima che i danni economici causati dalla pandemia siano risanati. Il numero dei beneficiari dei programmi di sostegno al mantenimento del posto di lavoro è in calo, ma resta elevato. Nel complesso, si registrano ancora 3,3 milioni di occupati in meno rispetto al periodo antecedente la pandemia, soprattutto fra i più giovani e meno qualificati.

Una politica di bilancio ambiziosa, mirata e coordinata dovrebbe continuare ad affiancare la politica monetaria nel sostenere la ripresa. In tale contesto il programma Next Generation EU ha un ruolo fondamentale. Contribuirà a una ripresa più forte e uniforme tra i paesi dell’area dell’euro. Inoltre, accelererà la transizione verso un’economia verde e digitale e appoggerà le necessarie riforme strutturali che sospingono la crescita a lungo termine.

Inflazione

A giugno l’inflazione era pari all’1,9%. Ci attendiamo che aumenti ancora nei prossimi mesi per poi tornare a diminuire il prossimo anno. L’attuale incremento è determinato perlopiù dai rincari dei beni energetici e dagli effetti base legati alla brusca diminuzione dei corsi petroliferi all’inizio della pandemia e all’impatto della riduzione temporanea dell’IVA in Germania lo scorso anno. L’effetto di tali fattori dovrebbe venire meno entro gli inizi del 2022, con la loro esclusione dal calcolo dell’inflazione sui dodici mesi.

Nel breve periodo, la significativa capacità produttiva inutilizzata frena le spinte inflazionistiche di fondo. Il rafforzamento della domanda e le temporanee pressioni dal lato dei costi nella catena di approvvigionamento eserciteranno una certa spinta al rialzo sui prezzi. Tuttavia, la debole dinamica salariale e il passato apprezzamento dell’euro implicano che le pressioni sui prezzi rimarranno probabilmente moderate per qualche tempo.

Ci vorrà ancora del tempo prima che le ripercussioni della pandemia sull’inflazione vengano meno. Con la ripresa dell’economia, sostenuta dalle nostre misure di politica monetaria, ci attendiamo che l’inflazione aumenti nel medio periodo, pur mantenendosi al di sotto del nostro obiettivo. Nonostante il loro incremento, le misure delle aspettative di inflazione a più lungo termine rimangono a una certa distanza dal nostro obiettivo del 2%.

Valutazione dei rischi

Riteniamo che i rischi per le prospettive economiche siano sostanzialmente bilanciati. L’attività economica potrebbe superare le nostre aspettative se i consumatori spendessero più di quanto atteso attualmente e utilizzassero in meno tempo i risparmi accumulati durante la pandemia. Un miglioramento della situazione della pandemia in tempi più rapidi potrebbe inoltre determinare un’espansione più vigorosa rispetto alle previsioni attuali. Tuttavia, la crescita potrebbe risultare inferiore alle nostre aspettative se la pandemia dovesse peggiorare oppure se le carenze dal lato dell’offerta si rivelassero più persistenti e frenassero la produzione.

Condizioni finanziarie e monetarie

La ripresa della crescita e dell’inflazione continua a dipendere da condizioni di finanziamento favorevoli. I tassi di interesse di mercato sono diminuiti dalla nostra ultima riunione. Le condizioni di finanziamento per la maggior parte delle imprese e delle famiglie si mantengono su livelli favorevoli.

I tassi sul credito bancario alle imprese e alle famiglie rimangono su livelli storicamente bassi. Le imprese dispongono ancora di fondi sufficienti grazie ai prestiti assunti durante la prima ondata della pandemia, il che spiega in parte il rallentamento del credito loro erogato. Per contro i prestiti alle famiglie mostrano una buona tenuta. La nostra ultima indagine sul credito bancario segnala che le condizioni per la concessione del credito a imprese e famiglie si sono stabilizzate. La liquidità resta abbondante.

Allo stesso tempo, il costo dell’emissione di capitale di rischio da parte delle imprese resta elevato. Molte imprese e famiglie hanno contratto più debiti per far fronte alla pandemia. Un deterioramento dell’economia potrebbe quindi mettere a repentaglio la loro solidità finanziaria, con il rischio di ripercussioni sulla qualità dei bilanci delle banche. Resta essenziale evitare che tensioni sui bilanci e condizioni di finanziamento più restrittive si rafforzino a vicenda.

Conclusioni

In sintesi, l’economia dell’area dell’euro registra un forte recupero, sebbene le prospettive continuino a dipendere dall’andamento della pandemia e dai progressi nelle vaccinazioni. Ci si attende che l’attuale rialzo dell’inflazione sia perlopiù transitorio. Nonostante il probabile aumento graduale delle pressioni di fondo sui prezzi, l’inflazione nel medio periodo resta ben al di sotto del nostro obiettivo. Le nostre misure, comprese le indicazioni prospettiche riviste, contribuiranno a sostenere l’economia nel percorso verso una solida ripresa e, infine, a portare l’inflazione in linea con il nostro obiettivo del 2%.

Siamo ora a disposizione per rispondere alle vostre domande.

Per l’esatta formulazione del testo approvato dal Consiglio direttivo si rimanda alla versione inglese.

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Banca centrale europea

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